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I migliori pianisti della storia

Questo non è il primo e non sarà l’ultimo post del mondo con questo titolo, ma vuole essere un po’ diverso rispetto agli altri. 

Per classificare i migliori pianisti non useremo un solo parametro come il virtuosismo. Valuteremo altri aspetti come la loro musicalità e l’impatto sociale che hanno creato al loro tempo con la musica.

Spesso ci chiediamo CHI sia davvero un buon musicista. Quello che suona più veloce? Colui che  compone meglio o ha più ritmo?

Prima di mostrarvi la nostra classifica vi lasciamo con una risposta a tutti questi quesiti.
Nel video seguente un genio come Jon Chapin ci offre il suo punto di vista su chi sia un buon musicista.

Jim Chapin: WISE WORDS about Drumming....

Alcuni dei migliori musicisti non suonano il loro strumento in modo virtuoso, ma conoscono la musica davvero molto bene…

Non c’è solo la musica classica

A volte sembra che il passato sia sempre stato migliore. E si parla quindi quasi sempre di classici. Sono loro che hanno creato un mondo musicale intorno al pianoforte fin dalla sua invenzione più di due secoli fa. Anche se potrebbe sembrare un falso anche nel nostro secolo sono presenti dei geni che possono essere paragonati a quelli del passato.

Detto questo, va detto che rispetteremo un po’ l’ordine cronologico in questa classifica, soprattutto per non far impazzire il nostro staff.  Ecco quindi la nostra personalissima selezione.

Wolfang Amadeus Mozart (1756-1791)

DEVE essere in questa lista. E non solo perché è stato un prodigio. Ha imparato tutto da altri musicisti, assorbendo come una spugna applicando e mettendo in pratica. Ma è anche stato uno dei primi a scommettere seriamente sul pianoforte.

Mozart suonava molti strumenti ed era un virtuoso del clavicembalo. Che nel XVIII secolo era più popolare del pianoforte.

Al tempo di Mozart però si faceva strada il romanticismo e c’era bisogno di uno strumento diverso per esprimere emozioni e stati d’animo. Il pianoforte permetteva di regolare l’intensità premendo i tasti con maggiore o minore forza e questo ampliava moltissimo le capacità espressive.

Mozart era anche in grado di immaginare un mondo di strumenti in una sola volta. Tutti che suonano nella sua testa perfettamente differenziati. Praticamente un cyber-umano con software integrati come Cubase, un multitraccia e una incredibile memoria fotografica.

Ecco un pezzo per pianoforte che ha segnato una pietra miliare nella sua carriera:

W.A.Mozart: Concerto per pianoforte e orchestra Nº 9 KV271 in Mi bemolle

W.A.Mozart: Concierto para piano y orquesta Nº9 KV271 en Mi bemol mayor; 2/3-Andantino

Ludwig van Beethoven (1770-1827)

Un vero terremoto nella storia del pianoforte. Beethoven ha cambiato la musica con il suo modo di suonare e le sue composizioni, aggiungendo un’espressività e una ricchezza musicale mai viste prima.

Potremmo definire Beethoven come il Jimmy Hendrix del pianoforte. Sosteneva che i tasti del pianoforte dovessero essere cambiati ogni pochi mesi mentre durante l’accordatura. Era probabilmente il migliore amico dei liutai.

Seppur geniale mancava totalmente di abilità sociali; ha passato un’infanzia difficile a causa di un padre alcolizzato che lo costringeva a farsi toccare invece di lasciarlo giocare con gli altri bambini.
Questa condizione lo ha segnato per sempre nei suoi rapporti umani. Per non parlare del destino crudele che lo afflisse anche con la sordità. Il peggior incubo per ogni musicista. (A parte, ovviamente, alla mancanza del cavo per collegare lo strumento durante una jam session).

Tra le altre storie curiose su questo musicista possiamo parlare dei suoi duelli al pianoforte. Sì… proprio come le sfide odierne tra i rapper più bulli. In particolare, vi parliamo di un duello che si svolse nel 1800 nel palazzo di Lobkowitz contro Daniel Steibelt. Per prendere in giro il suo rivale Beethoven prese gli spartiti di un pezzo del suo rivale e cominciò a suonarla e a modificarla allo stesso tempo. Umiliò talmente il suo avversario che il poverino si trasferì in un’altra città.

Beethoven con cara de pocos amigos

Beethoven con uno sguardo severo

Ok, ora facciamo un po’ di salti temporali. Volutamente non menzioniamo alcuni geni come Johann Sebastian Bach o Joseph Haydn ma un post su un blog non pò essere di 35 pagine. Saltando tutti questi pianisti rischiamo che qualcuno voglia ucciderci ma, beh… è il rischio di fare questo tipo di post.

Franz Liszt e il virtuosismo estremo (1811-1886)

Probabilmente il pianista con la migliore tecnica mai esistita nella storia del pianoforte. E pochi osano oggi confutare questa affermazione. Purtroppo però è un pianista dimenticato da molti.

È curioso sapere che ciò che ha ispirato questo pianista (e molti altri) a raggiungere questo livello di perfezione tecnica e virtuosismo non sia stato un altro pianista, ma il grande violinista Paganini.

Paganini studiava 14 ore al giorno, dicevano che non fosse umano e Liszt voleva portare a questo stesso livello il pianoforte. Possiamo dire senza timori che ce l’ha fatta.

Va detto che quello che ha fatto quest’uomo è una scelta di vita. Naturalmente è considerato da molti il miglior pianista, tecnicamente parlando, che sia mai esistito. Non dobbiamo tuttavia dimenticare che pianisti come Schumann che con il suo desiderio di raggiungere il massimo del virtuosismo si fece costruire una protesi per allungare le dita della mano e avere più portata per le dita … finì al punto di dover cambiare una sua composizione dopo che la sua mano subì danni permanenti.

Franz Liszt - Hungarian Rhapsody n.2 with Cadenza n.1 by Paolo Marzocchi

Le opere di Liszt sono spesso caratterizzate dalla loro complessità tecnica

Duke Ellington, un buon giocatore di squadra (1899-1974)

Avevamo dei dubbi tra mettere Duke Ellington o Bill Evans, ma alla fine abbiamo deciso per Duke (Le nostre difese sono crollate di fronte all’ album con Coltrane).

Duke Ellington è uno degli uomini chiave del jazz del XX secolo. La sua prolifica produzione musicale ha raggiunto i più alti livelli di successo e oggi molte delle sue composizioni per Big Band sono oggetto di studio nelle scuole di musica moderna.

Quest’uomo era un’autentica fabbrica di Jazz standard, e nella sua orchestra sono passati i più grandi musicisti mai visti prima come il sassofonista Johnny Hodges.

Il successo del lavoro di squadra deriva dalla sua abitudine a concentrare le composizioni per ottenere il meglio dagli altri musicisti e farli risplendere. Un personaggio straordinario, questo Duke Ellington.

Duke Ellington & John Coltrane - In a sentimental mood

 

Herbie Hancock (1940 -- ancora vivo)

A Herbie dobbiamo certamente il premio per l’innovazione. Questo pianista è un uomo chiave nell’evoluzione del pianoforte jazz verso la musica elettronica e i sintetizzatori.

Ci sono opinioni contrastanti su Hancock, poiché alcuni cambiamenti nella sua carriera musicale hanno scontentato i puristi. Ha suonato tutti gli stili del Jazz e ha composto alcuni dei brani più noti di questo stile, come Watermelon Man.

Con la sua formazione ingegneristica Herbie Hancock ha segnato il primo passo nell’uso della musica elettronica. Ha trascorso 5 anni con Miles Davis, ma poi lo ha lasciato per seguire la sua strada. È approdato al Funk e lo ha innovato con l’uso di pianoforti elettrici e sintetizzatori. Ha vinto diversi Grammy e ha raggiunto una notorietà di livello globale.

È un musicista inquieto e un riferimento nel mondo dei sintetizzatori e delle tastiere elettroniche. Sicuramente il nostro preferito.

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herbie hancock, de la música Jazz al Funk

Ci sono molti altri musicisti straordinari e sappiamo di averne lasciati molti nel calamaio, ma è impossibile citarli tutti. Ma siamo convinti la nostra personale selezione è davvero valida.

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CODICE ABBREVIATO

Jaime Echagüe

Salve, sono Jaime Echagüe, musicista e autentico appassionato di strumenti musicali. Con questo blog voglio dare informazioni generali sugli strumenti musicali in modo semplice, diretto e onesto. Spero che il mio sito vi piaccia e che lo troviate molto utile.

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